Andy Lau Tak-Wah e Li Bing-Bing


laubingbingAttore e attrice

Abbiamo intervistato i due noti attori nel 2010 nel corso della Mostra del Cinema di Venezia. I due erano in loco con il regista Tsui Hark per presentare il nuovo film Detective Dee and the Mistery of the Phantom Flame. L’intervista mescolava giornalisti occidentali come asiatici in una vorticosa girandola di lingue e traduzioni. Riportiamo nella sua interezza l’intera discussione includendo anche le domande di alcuni colleghi. Andy Lau è un grande veterano del cinema di Hong Kong, attore -ad oggi- in quasi 150 film tra cui ricordiamo Infernal Affairs, A Simple Life, La Foresta dei Pugnali Volanti, As Tears Go By, Boat People. Li Bing-Bing è invece un volto relativamente nuovo, ma già inserito, del mondo dello spettacolo cinese; la ricordiamo in The Forbidden Kingdom,  A World Without Thieves, The Message.

L’anno successivo abbiamo intervistato di nuovo Andy Lau e in quell’intervista si fa riferimento a questa.

 

 

Asian Feast (a Li Bing-Bing): Partiamo con una domanda che abbiamo già posto al regista. Abbiamo chiesto a lui se trovasse punti di contatto e somiglianze volute tra il suo personaggio e quelli interpretati in passato da Brigitte Lin Chin Hsia, in particolare nei film di Tsui, e lui ha risposto che non era nelle sue intenzioni. Vorremmo chiedere se lei è stata in certa maniera ispirata da questa famosa attrice per il suo ruolo in Detective Dee.

Li Bing-Bing (sgrana gli occhi, un po’ sorpresa): Lei come conosce Lin Chin Hsia?

AF: Beh, abbiamo visto e amato molti dei suoi film.

LBB: (sorride) In realtà, penso che fisicamente, come aspetto, siamo abbastanza differenti, non ci somigliamo molto; probabilmente è più il modo di recitare, il modo di muoversi che può farci sembrare simili (oltre al personaggio di Shangguan che ha alcuni tratti in comune con l’Invincible Asia, Li Bingbing aveva già interpretato un personaggio ispirato a quelli di Brigitte Lin, la sposa dai bianchi capelli in Forbidden Kingdom. NdR).

AF:  Certo, mi riferivo alla somiglianza tra i personaggi da voi interpretati…

LBB: Personalmente ho ammirato molto Lin Chin Hsia in alcuni suoi ruoli nei film che Tsui Hark ha diretto, soprattutto in 笑傲江湖 (Andy Lau, nota la nostra espressione interrogativa, e con fare sornione e galantuomo interviene dicendo che si tratta di Swordsman, il secondo e il terzo della serie, dove Brigitte Lin interpreta Invincible Asia. Li Bingbing, un po’ imbarazzata, approfitta per dire che, in caso di bisogno, bisogna sempre chiedere a Andy lau, che lui è l’esperto. Lau ripete che il titolo internazionale è Swordsman e poi, ammiccando: “Ora può ringraziare”. Chi scrive non può far altro che rispondere, tra l’intimidito e il divertito: “Grazie mille, signor Lau!”). In quei film Lin Ching Hsia è stata grande. Allo stesso tempo, tuttavia, penso che il mio personaggio in Detective Dee, Shangguan, sia piuttosto differente dalla sua Invincible Asia.

AF (altro giornalista, in cinese, a Li Bing-Bing): Ci parli della scena romantica tra Shangguan e Di Renjie (in realtà la domanda viene fatta in cinese, ma Andy Lau gentilmente ci spiega in inglese quale sia l’argomento)

LBB: Devo ammettere che mentre eravamo ancora in fase di preparazione della scena c’è stata un po’ di tensione (sorride). Anche il produttore è venuto da me e mi ha chiesto se me la sentissi davvero di fare quella scena, se fossi sicura, o se magari non volessi una controfigura; ma sapete, alla fine quando sei sul tappeto rosso qui a Venezia, comunque finisce che mostri la schiena nuda a tutti i presenti (come nella scena, in cui Li è inquadrata di spalle, NdR)… perciò quello non era un problema per me, e in ogni caso non si sarebbe mica visto il davanti (ride, e ride anche Andy Lau). Insomma, non è stato poi così difficile, anzi… ero molto a mio agio, anche perché in realtà quello davvero svestito dalla cintola in su era Andy (entrambi se la ridono di gusto).

AF (a Andy Lau): Lei ha recitato per tanti grandi registi: ha lavorato con Tsui Hark, con Johnnie To, con Wong Kar Wai, tra gli altri. Quali sono le differenze che ha trovato nel loro modo di gestire il set e gli attori?

AL: Beh, Johnnie To sul set è come se fosse il Re, si comporta come un vero e proprio padrone. Vuole controllare tutto ed è molto esigente, ma devo ammettere che con Tsui è ancora più dura: sapete, si lavora 20 ore al giorno, non si mangia, non si dorme, si girano e rigirano scene d’azione per 10 ore consecutive… insomma, è veramente terribile; al contempo, però, quel che Tsui ti dice di fare è praticamente la cosa perfetta da fare in quel momento, e questo rende da un certo punto di vista le cose più semplici. Ma non è certo una passeggiata!

AF (a Andy Lau): Signor Lau, lei ha fatto l’attore, il cantante, il personaggio televisivo… insomma è una, anzi, La celebrità dell’entertainment cinese. Ha anche prodotto dei film, con la sua giovane casa di produzione la Focus First Cuts. Ci chiediamo se ha mai pensato di fare anche il regista, prima o poi…

AL: (ride di gusto) Spero di sì, un giorno. Ma sapete, ora come ora, quando giro un film, sono uno che mette molto sotto pressione il regista, e non so se a parti invertite sarei capace di gestire la situazione (sorride e ammicca). Forse è per questo che sinora non ho fatto il regista, ma magari, tra tre anni o giù di lì, se trovassi un buon produttore e dei generosi investitori, chissà…

AF (a Andy Lau): Che tipo di film le piacerebbe girare, nel caso? Film d’azione? Drammatici?

AL: Oh no, i film d’azione sono troppo difficili. E costano troppo! (ride) Non credo nemmeno mi piacerebbe dirigere un film drammatico. Di sicuro preferirei fare una commedia; sapete, con il mio senso dello humor… (Li Bing-Bing sorride e consiglia di pubblicare questa notizia in prima pagina. E’ uno scoop!). Certo, non sarà facile, ma un giorno vorrei dirigere una bella commedia.

AF (a Andy Lau): Tornando al suo ruolo di produttore, ci sono dei giovani talenti che vorrebbe aiutare ad emergere?

In realtà non è una cosa facile, anche perché il mercato a Hong Kong, per i film locali, sta diventando sempre più ristretto e il pubblico non segue più tanto questo genere di film. Ma di giovani talenti, che sognano di emergere, ce ne sono e ce ne saranno anche in futuro. Io spero che anche nella Cina continentale qualcuno decida di investire sui giovani come sto facendo io, perché Andy Lau, da solo, non può risolvere tutto (sorride, ma sembra piuttosto serio). E’ necessario che anche altri investano e scommettano sui nuovi talenti.

AF (altro giornalista, in cinese, a Andy Lau): Sulla stampa internazionale il suo personaggio è stato accostato a quello di Robert Downey jr in Sherlock Holmes. Che ne pensa del parallelo? Magari le è dispiaciuto non mostrare i muscoli in Detective Dee, come lui?

AL: Non mi da fastidio la cosa, no. Dopotutto, questo è quel che fanno il marketing e la promozione del film: cercare di offrire un prodotto che il pubblico più vasto possibile possa contestualizzare e comprendere, e di conseguenza non sentirsene allontanato. Fa parte del gioco, insomma.

AF (a Andy Lau): Nella sua lunga carriera c’è uno o più film e ruoli che ha amato particolarmente?

AL: (risponde sicuro, senza nemmeno pensarci) Oh, sì: Love on a Diet. Lo ha visto? E’ quel film in cui facevo il ciccione (ride). Amo quel film, amo la commedia e quel genere di ruoli. Come dicevo prima, la commedia è il mio genere preferito, e non solo da dirigere un giorno. I ruoli drammatici e quelli nei film di azione sono la strada più facile per un attore asiatico per fare successo, per avere visibilità anche internazionale, ma io amo la commedia, soprattutto perché non è stancante o esigente dal punto di vista del fisico come gli action. Sapete, anche Andy Lau in fondo invecchia.

AF (a Andy Lau): Non le piacerebbe lavorare con Stephen Chow, un giorno? Una bella commedia voi due insieme?

AL: Certamente, magari! Un giorno, chissà…

AF: Stando sempre nel campo della commedia, allora, quali sono i suoi modelli, gli attori cui si ispira per i suoi ruoli? Sia cinesi che non.

AL: Credo il mio riferimento principale sia sicuramente Woody Allen, che mi piace anche in veste da regista. E’ uno che ha la sua idea di cinema, e ammiro come la sa mettere in pratica.

AF (a Li Bing-Bing): Come ha scelto il mondo del cinema ? E quali sono le connessioni con la musica e la moda, che la vedono anch’esse protagonista in Cina?

LBB: In realtà, quando ero una bambina prima e una ragazza poi, non ho mai pensato che sarei diventata o avrei voluto diventare un’attrice. E’ successo tutto un po’ come se fosse stato destino che lo diventassi, come se qualcun altro avesse deciso per me. E’ un po’ come nel calcio: ci sono i calciatori e c’è la palla. Io sono un po’ come la palla, sono altri che mi hanno calciata in questo mondo e… goal! Sono diventata un’attrice (sorride, e si dimostra brillante e intelligente, oltre che molto “cinese”). Non c’è stato un piano preciso dietro: è successo e basta.
Per quanto riguarda il mondo della moda, al momento devo ammettere che l’ho un po’ messo da parte. Quando sono concentrata su una cosa mi ci dedico completamente e ora sono concentrata sulla recitazione. Voglio diventare una grande attrice. Non solo un volto noto che finisca sulle copertine e sui poster, magari  anche quelli dei film, ma un’attrice famosa per la sua bravura nel recitare, una che la gente ricorda non per il bel corpo e il bel viso, ma per i personaggi che ha interpretato. Il mio rapporto col mondo della moda, rimane nel fatto che devo scegliere i vestiti da indossare nelle occasioni mondane come il tappeto rosso, qui a Venezia (sorride), ma quelli che scelgo sono sempre capi e gioielli realizzati da amici stilisti e designer cinesi, e non indosso i grandi marchi né ho sponsor (conclude soddisfatta).

AF (a Li Bing-Bing): Come attrice, c’è qualcuna che è il suo modello di riferimento?

LBB: Credo che quella che ammiro di più sia Meryl Streep: brava, capace ed estremamente professionale.

AF: ( a Li Bing-Bing): I suoi prossimi progetti in campo cinematografico?

LBB: Il mio prossimo progetto è piuttosto ambizioso. A dire il vero, non sono coinvolta come attrice, ma come produttrice (qui si fa seria). E’ una cosa nuova, per me (nel progetto è coinvolto anche Jackie Chan, NdR). Il film si intitolerà 1911, e tratterà una storia ambientata ai tempi della Rivoluzione Xinhai, che si concluse con la nascita della Repubblica in Cina. E’ un momento molto importante della storia del mio paese, e il budget per il film è alto. Farò anche questa esperienza!

 

Si ringraziano i colleghi cinesi e non e l’amico Pierre Hombrebueno che hanno tenuto con noi la tavola rotonda.

 

Detective Dee.

 

Andy Lau Tak-Wah e Li Bing-Bing durante l’intervista.

 

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