Ishioka Masato e Yoyogi Tadashi


Regista e Attore

Abbiamo intervistato regista e “attore” al Festival di Roma 2010 nell’ambito del Focus Giappone in cui  presentavano il controverso documentario Yoyochu in the Land of the Rising Sex

Breve intro su Yoyogi Tadashi:

Questo film è un documentario sul padre dell’Adult Video, Tadashi Yoyogi,  e sul mondo del sesso come lui lo vede. Questo video cerca di esplorare la propria percezione di esso. “Ho trattato in ambito professionale e lavorativo il tema della sessualità per quasi quarant’anni e quasi subito dopo aver iniziato la mia attività mi sono scontrato con la legge e per questa ragione  sono stato sottoposto a giudizio per ben nove e anni; poi però sono stato scagionato completamente. In quel periodo di tempo ho avuto modo di pensare a cosa sia il sesso, allo splendore del sesso nell’esistenza. Quindi quel periodo, per ironia, mi ha permesso di capire meglio tutti questi elementi. Gli esseri umani hanno due punti fermi nella loro vita: il cibo e il sesso. Per il il Giappone la cultura alimentare è qualcosa di cui andare fieri nel mondo, quella del sesso no, molto meno, e proprio perché vorrei che queste due culture un giorno andassero di pari passo sto gettando le basi perché questo possa avvenire.

Asian Feast: Che cosa ne pensa dello sviluppo dell’hard in Giappone su internet oggi rispetto a come poteva essere anni fa?

Yoyogi Tadashi: Ciò che si vede su internet è sicuramente molto hardcore, si tratta di forme che vengono mostrate, senza nessuna emozione. Invece, io, da giapponese, già da tempo cercavo di introdurre il concetto di “michi”, via, come in judo, via della morbidezza, “kadou”, che è la via della disposizione dei fiori, c’è una via corretta che va utilizzata. Grazie a questo si ottiene il bagliore dell’interiorità, non un bagliore esteriore. L’hardcore americano non ha niente di tutto ciò. All’inizio è stato molto difficile perché non venivo riconosciuto non solo dalle persone, ma dalla mia stessa nazione che mi aveva accusato di atti osceni. Questo mi aveva fatto sentire solo, una persona davvero misera, però poi in realtà, per reazione, mi sono fatto forza e ho proseguito per quarant’anni. In Giappone c’è un proverbio chi dice che la continuità da forza, ed effettivamente è stato così. Tanti mi hanno criticato, ma se oggi sono qui forse significa che il mondo sta cambiando e qualcuno sta cominciando a riconoscere il mio lavoro.

AF: Parliamo del famoso processo Nikkatsu per atti osceni e del problema della censura e della libertà d’espressione.

Ishioka Masato: Ci sono elementi che portano a pensare che la censura esista e sotto varie forme oggi come ieri. In passato servivano delle forme di controllo censorio, che poi decidevano il livello di gradazione della censura nel singolo film. A volte così il sistema ledeva la libertà d’espressione, e quindi vennero intentate delle azioni legali per cercare di cambiare questo sistema. Ovviamente non era facile stabilire fin dove arrivasse in questi video l’oscenità e dove non fosse così. I tempi sono cambiati e oggi in Giappone c’è una commissione per la valutazione di video per adulti che subisce forti pressioni governative e lo stato continua a esercitare il suo potere e questo non è cambiato nemmeno oggi.

YT: La libertà d’espressione è un concetto che ritengo andrebbe garantito dallo stato, ma non so nulla a riguardo. Parto dal principio di quelli che sono i miei diritti e doveri, dell’equilibrio che cerco di creare nelle mie opere tra questi e quelli. Continuerò a farlo finché non riceverò pressioni per smettere.

AF: E’ molto interessante nel prodotto per adulti lo psicodramma, come si realizza un film del genere, quali sono gli aspetti tecnici?

YT:  Non ci sono attrici  vere nei miei film, sono tutte ragazze, donne normali, studentesse, casalinghe. Rispondevano a un annuncio e le incontravo e mentre parlavo con loro ideavo una storia in base  a quello che mi raccontavano. Gli attori, invece erano miei amici, con cui avevo un rapporto di lavoro. Quando si trattava di donne sposate domandavo loro perché volessero apparire in un video del genere e scoprivo che avevano profonde ferite interiori; o erano state violentate dal padre o non erano amate e abusate. La donna dalla personalità multipla che appare in una delle serie all’inizio non si rendeva conto della sua condizione, ma poi è stato come se si fosse aperto un tappo. A me interessa l’interiorità, non l’aspetto esteriore delle donne. Nei miei film le barriere tra istinto e sentimento e razionalità si annullano.

 

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