Katayama Yumiko


Katayama Yumiko

Attrice

Katayama Yumiko è prima di tutto una persona gentilissima ed entusiasta del suo lavoro. Ci ha raccontato con tanta pazienza e con tanti succosi dettagli la sua splendida carriera sotto l’egida della Toei. Inizia giovanissima recitando in un Tokusatsu, l’adattamento dal vivo di Giant Robot nato dalla fervida mente di Yokoyama Mitsuteru, per poi far parte del cast fisso di un’altra serie televisiva che ha modellato un’epoca in Giappone: Playgirls. In anticipo di un lustro abbondante su Charlie’s Angels era un format che faceva della bellezza femminile il suo epicentro, mescolando sapientemente le cose che più attiravano il pubblico dell’epoca, il sexy giocoso della biancheria intima (pantsu) e l’azione. L’incredibile bellezza e la notorietà della Katayama danno stimolo anche alla sua carriera cinematografica, passando dai primi impegnativi ruoli nei film di Ishii Teruo fino a diventare di fatto una delle ragazze terribili della Toei. Basti l’elenco delle sue compagne di set per capire: Kaji Meiko (Female Prisoner # 701: Scorpion), Oshida Reiko e Kagawa Yukie (Delinquent Girl Boss: Worthless to Confess), Sugimoto Miki e Ike Reiko (Criminal Woman: Killing Melody), Yamauchi Emiko (Bankaku Rock) e Ohara Reiko (Three Pretty Devils).

Asian Feast: Vorremmo ci raccontasse come ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo. Perché ha scelto di diventare un’attrice? Quali sono state le prime esperienze?

Katayama Yumiko: A 13 anni sono entrata nella scuola di formazione per attori della Tōei, la casa di produzione, a quell’epoca mi piaceva cantare e non pensavo che sarei diventata un’attrice. Ero piccola e già mi bastava essere entrata nel corso di formazione. Studiavo canto, teatro, danza due volte la settimana,  perché andavo a scuola. Lì ho avuto l’occasione di apparire in televisione. Un anno dopo essere entrata al corso, recitavo in televisione. Erano piccoli ruoli, ma avendone collezionati tanti, a 18 anni sono entrata nel cast regolare di Giant Robot.

AF: Il primo ruolo importante è stato proprio in Giant Robot [ジャイアントロボ] ed era giovanissima tra l’altro. Amiamo molto le serie tokusatsu e lei è stata in una delle primissime, contemporanea ad  Ultraman [ウルトラマン] ed Ultraseven [ウルトラセブン ]. Cosa ricorda di questa esperienza?

KY: Quella era l’epoca del boom del kaijū (i film di mostri). Poiché non si era ancora evoluta la CG, quando c’erano mostri nella stessa inquadratura, prima si riprendeva il mostro, poi l’attore in piedi davanti, e poi si girava con la macchina da presa da dietro. Poi, se si doveva volare a cavallo di un robot, si montava su un modellino molto grande. Poiché erano le prime esperienze, erano molto interessanti. Inoltre, dato che il cast fisso era composto solo di maschi, venivo trattata con molta gentilezza.

AF: Poi è stata nel cast di un altro pezzo di storia della televisione giapponese: Playgirls [プレイガール]. In molti dicono che abbia ispirato la serie americana Charlie’s Angels. Cosa ricorda di quest’altra esperienza? La serie sembra davvero il simbolo di quell’epoca e del trionfo della cultura pop. Ci chiediamo se fosse davvero così popolare: quale fu l’impatto della serie?

KY: La serie Playgirl iniziò nel 1969. Nel 1969 la TV era un mezzo di comunicazione di nome e di fatto e si è detto che in quell’anno è diventata strumento immancabile nella vita giapponese. Tra i telefilm andavano di moda quelli di azione. I programmi d’azione erano prevalentemente maschili. Una serie d’azione esclusivamente femminile rappresentava un progetto nuovo e il telefilm è diventato da subito un argomento di discussione ricorrente. Nel periodo in cui é cominciata la serie, stavo lavorando a un film negli studi cinematografici di Kyoto. Quando si decise che partecipassi anch’io, il cast fisso era già stato deciso e il telefilm era iniziato da un anno. I maestri delle scene di lotta erano molto severi. Nella storia, quello di Playgirl era una sorta di nickname, la nostra attività era quella di “investigatrici assicurative”, perché, se c’era un incidente, lo risolvevamo, eravamo donne forti che colpivano i cattivi e li prendevamo a calci. Come unico telefilm d’azione femminile ebbe un grande successo. Dato che la formula era azione + sesso, c’erano anche scene di nudo ed era popolare perché si vedeva la biancheria intima quando si sferravano i calci.  Poi c’è stato il periodo del legame con la Tōei. Avendo lavorato per quattro anni a Playgirl, mentre giravo quello, facevo anche i film Delinquent Girl Boss: Worthless to Confess, Bankaku Rock, Female Prisoner # 701: Scorpion.

AF: Nel 1969 inizia anche la sua carriera nel cinema con ben 9 film di cui 5 diretti da Ishii Teruo. Erano film molto innovativi, ma anche impegnativi per gli attori. Come era lavorare con lui e come erano percepiti dal pubblico questi film ad alto tasso di violenza e basati su argomenti difficili? Ad esempio Inferno of Torture [徳川いれずみ師 責め地獄] è un film molto famoso anche ad occidente. Lei ha un ruolo complesso di donna molto sfortunata, ma che prova ad opporsi con le sue forze al suo destino. Cosa ricorda di questo set? Ebbe difficoltà ad interpretare il ruolo?

KY: Il primo film di Ishii Teruo al quale ho preso parte è stato Ijō seiai Kiroku harenchi (ndr: alcune fonti lo citano con un titolo anglofono del tipo Shameless: Abnormal and Abusive Love). Poiché in molti di quei ruoli avevo poche apparizioni, non mi hanno lasciato impressioni particolari. Il successivo Inferno of Torture è stato un ruolo da protagonista nel primo di una serie di episodi e mi ha invece lasciato un’impressione molto forte. In quel film all’inizio ero una comparsa, ma siccome la protagonista aveva avuto un problema, sono diventata io la protagonista. Non é che abbia accettato facilmente. Ho rifiutato più volte, dato che il film era di contenuto troppo orribile, ma alla Tōei non hanno ascoltato l’opinione di un’attrice nuova come me, quindi alla fine ho accettato. È stato un periodo duro.  Ogni giorno c’erano nudi, legature, impiccagioni, e ci sono stati molti giorni in cui ho pianto.  Ho saputo solo adesso che il film ebbe un grande successo all’estero, sono un’attrice non so niente dell’aspetto artistico, ma comunque é stato un film terribile.

Ishii Teruo era una persona gentilissima. Dato che in quel periodo alla Tōei i film di Yakuza erano i più quotati, Ishii ha dovuto invece realizzare un’opera eroguro e durante le riprese noi e il regista non eravamo molto fieri. Il film era un’imposizione della Tōei a me e al regista. Credo che il “genio” Ishii Teruo sia riuscito a fare di un film prefissato un’opera che resta anche dopo, per il futuro, dimostrando il suo genio.

AF: Ebbe anche un breve ruolo in L’Orrore degli Uomini Deformi [江戸川乱歩全集 恐怖奇形人間]. Sappiamo che il film è circolato poco in Giappone per varie ragioni, mentre ad occidente è considerato un capolavoro. Ve lo aspettavate? A giudicare però dai film il Giappone di quegli anni sembrava un posto molto libero in cui si aveva tanta voglia di sperimentare. E’ così?

KY: Sono convinta che quello sia stato un periodo di depressione per il cinema giapponese. Nel 1970, 1971 due case di produzione chiusero. La gente che si divertiva con i film si era spostata verso la televisione. Ancora oggi ci sono tanti fan de L’Orrore degli Uomini Deformi di Edogawa Rampo.  È stato proiettato anche lo scorso anno in un piccolo cinema.  Finivo la giornata dopo lunghe ore di riprese, quindi questo film non mi è rimasto nel cuore. Perciò mi sorprende che abbia avuto tanto successo. 

AF: Sempre nel ’69 ha lavorato in due film – Onna Oyabun Kenka Tosei [女親分 喧嘩渡世] e Tabi Ni Deta Gokudo [旅に出た極道] – con altre leggende del cinema come Bunta Sugawara e Tomisaburo Wakayama. Com’era lavorare con questi due grandi attori?

KY: Tabi ni deta gokudō (Gangster came out on a journey) l’ho girato prima di L’Orrore degli Uomini Deformi. Quella volta sul set a Kyoto c’erano attori di primo piano come Wakayama Tomisaburō e Tsuruta Kōji. Poiché Wakayama aveva più autorità del regista, le persone intorno erano sempre tese, ma erano molto gentili con le donne. Nella recitazione era severo. Ed anche Sugawara Bunta lo era. Mi hanno insegnato a recitare.

AF: Nel 1970 ha un ruolo in Three Pretty Devils [三匹の牝蜂] che purtroppo non abbiamo visto. In molti dicono sia stato uno dei primi film con le donne forti e ribelli che sarebbero stati molto famosi anni dopo. C’era anche la povera Reiko Ohara (ndr: tragicamente scomparsa alcuni anni fa). Ha qualche bel ricordo di lei?

KY: Three Pretty Devils (Sanbiki no mesubachi) non è diventato un film famoso. Il mio ruolo era quello, di essere la terza di tre attrici di vertice, la prima Ohara  Reiko, la seconda Natsu Junko, la terza un’attrice nuova. Penso di essere stata una del trio. Credo che fosse la prima volta che Ohara Reiko aveva un ruolo così da ragazza cattiva. Anch’io ero stupita. Ohara Reiko era così femminile e carina. In quegli anni qualunque casa di produzione realizzava film con donne forti come personaggi principali. Three Pretty Devils è stato girato negli studi della Tōei a Kyoto ed è stato il mio ultimo film a Kyoto.

AF: Nel 1971 interpreta uno dei nostri film preferiti del periodo: Deliquent Girls Boss: Worthless to Confess. Cosa ricorda? Ancora oggi non esiste un’altra cinematografia oltre quella giapponese in cui vi sia stato un così grande numero di film con “cattive” ragazze protagoniste. Cosa significava per voi ragazze interpretare personaggi di donne ribelli verso la societa`?

KY: Delinquent Girl Boss: Worthless to Confess (Zubekō banchō: zange no neuchi mo nai) era il quarto della serie ed ha avuto molto successo. In quegli anni erano molti i film in cui gli uomini dovevano essere  i cattivi e le donne belle. Più che persone davvero malvagie, persone che commettevano crimini per una ragione. Questi erano i personaggi principali e nel finale c’era l’azione contro la banda dei violenti. Naturalmente poiché era previsto che i protagonisti vincessero, questi film forse sono diventati popolari, anche se molte cose erano del tutto improbabili. I fan dei film della Tōei si divertivano con le scene d’azione con la spada, ma per me, proprio perché erano scene d’azione,  erano difficili. Ban Junzaburō faceva la parte di mio padre e siccome era una star in Giappone, nel girare le scene di dialogo in famiglia tra genitore e figlia ero molto tesa. Per questo mi sono rimaste in mente. I titoli di testa della serie sono diventati immediatamente, in tempo reale, popolari e hanno fatto diventare la canzone il motivo conduttore del film. La canzone iniziale che scorre con essi durante la proiezione lo era già molto celebre. Zange no Neuchimo Nai è una canzone di apertura che mi piace moltissimo e ancora oggi ci sono molti fan del film. Nel 2010 si sono tenuti una proiezione e un mio “talk-show”.

AF: E del set di un film importantissimo come Female Prisoner # 701: Scorpion [女囚701号/さそり] cosa ricorda? Meiko Kaji è forse l’attrice giapponese dell’epoca più famosa qui ad occidente. Era così amata anche in Giappone?

KY: Il ruolo che ho interpretato in Female Prisoner # 701: Scorpion ha avuto un forte impatto su di me. Avevo solo due scene, ma erano scene di amore lesbico. Nelle locandine dei cinema c’eravamo io e Kaji Meiko. Erano scene che colpivano gli spettatori. La Kaji aveva interpretato diversi ruoli importanti per la Nikkatsu, prima di questo film. Scorpion è diventato subito un successo al botteghino e il film più importante della Kaji. Di Scorpion è stata realizzata in seguito una serie. C’è una foto in cui indosso il capello e il cappotto della Kaji  in Scorpion. Li ho messi nella serie Playgirls.

AF: Amiamo tantissimo anche Criminal Woman: Killing Melody [前科おんな 殺し節]. Forse è uno dei film più belli del genere con ragazze ribelli. Oltre lei c’erano altre grandi protagoniste della stagione come Reiko Ike. Cosa ricorda di loro e di questo film? Lei sembra divertirsi molto. Le piaceva tanto questo ruolo?

KY: In Criminal Woman: Killing Melody avevo un ruolo di donna dall’immagine forte, che ha il suo doppio nel ruolo di Zubekō Banchō. Era l’immagine che il produttore aveva di me, credo. Ho già parlato in dettaglio di Playgirl e l’interpretazione mi è venuta sull’immagine di quel ruolo. Di Ike Reiko non ho molto da dire, non ricordo molto. Di Kazama (ndr: Chiyoko) e Muneta (ndr: Masami) sono diventata amica e pranzavamo insieme.

AF: Di Bankaku Rock [番格ロック] e Neon Kurage [ネオンくらげ] non sappiamo nulla se non che in entrambi c’era Emiko Yamauchi ed erano diretti da Makoto Naito. Che tipo di film erano?

KY: Neon Kurage é stato il film di debutto di Yamauchi Emi. Appariva in una sola scena. Per me era un fatto raro. Avevo avuto molti ruoli di cattiva ragazza, in questo in cui ero una persona normale, mi trovavo bene. La storia allora era di moda, non era la storia della ragazza del boss, ma una storia d’amore in cui una giovane donna vive liberamente in una grande città e prova diverse esperienze.

Bankaku Rock è stato il secondo film di Yamauchi Emi. Allora era un film di cattivi. La banda era composta dalla “boss Girl” leader di un gruppo di cattivi e di scagnozzi (yōjinbō). Era un racconto di lotta tra bande e nella storia del personaggio principale che sfidava la yakuza,  interpretavo il ruolo della leader della banda. Allora questi film andavano davvero di moda. Ci sono scene nel film, in cui un gruppo rock si esibisce in un club, questo gruppo rock era un gruppo di successo, i Carol, di cui faceva parte Yazawa Eikichi.

AF: L’ultimo film che ha interpretato è Bullet Train [新幹線大爆破] con tanti attori importanti come Ken Takakura e Sonny Chiba, vero? Perché decise di ritirarsi dopo questo film? E se le va ci faccia un bilancio della sua splendida carriera.

KY: Nel 1974 ho finito Playgirl. Ho terminato la mia attività di attrice fissa e ho interpretato ruoli da spalla in telefilm e film. Uno di questi è stato quello in Bullet Train. Avevo solo una singola scena. Non figura nel mio curriculum artistico, ma è uscita anche la serie per FUJITV. Non é che mi sia ritirata dopo Bullet Train. L’anno in cui ho smesso definitivamente di lavorare è stato il 1986, perché quell’anno mi sono sposata. Quindi mi sono ritirata a causa del matrimonio.

Credo che, per il fatto di aver lavorato troppo a lungo in Playgirl il nome Katayama Yumiko sia diventato uguale a Playgirl e questo come attrice è diventato difficile da accettare. Se in quel periodo avessi avuto un bravo manager, avrebbe pensato a un cambiamento di immagine. Ma forse sbaglio a dire queste ultime cose, in fondo sono stata felice di apparire in quel programma.

 

La signora Katayama ci ha concesso gentilmente l’utilizzo di molte immagini che ha condiviso sul suo blog.

 

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