Mase Yasuhiro


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Abbiamo intervistato il produttore Mase Yasuhiro nel corso del 11° Far East Film Festival (2009) di Udine dove era in rappresentanza dei film Departures (premio oscar come miglior film straniero) e The Triumphant General Rouge da lui prodotti.

 

 

Asian Feast: Stasera ci sarà l’anteprima di Departures che ha vinto il premio Oscar come miglior film straniero. Gli spettatori Italiani quando vedranno il film nelle sale? (N.d.R: il film uscirà poi distribuito dalla Tucker Film il 1 aprile 2010)

Mase Yasuhiro: Sono molto contento che il film venga presentato qui a Udine e di questa attenzione verso il cinema orientale. Undici anni fa ho lavorato con Takita, lo stesso regista di Departures, in un film che si intitola Secret, distribuito a livello internazionale. In questa occasione per Departures, avendo vinto l’Oscar, è stata decisa la distribuzione in ben 59 paesi, Questa di oggi a Udine è l’anteprima italiana, che sarà anche un’anteprima europea, dato che in Francia è già stata decisa la distribuzione nelle sale, ma il film non è ancora uscito. Departures è stato acquistato già in Germania, Francia, gli unici due paesi occidentali in cui ancora non sono stati decisi i canali distributivi sono Italia e Inghilterra.

AF: Un vero peccato. Perché crede che ciò avvenga in Italia? Crede che ci siano delle ragioni particolari per questo?

MY: Quando sono venuto a Udine a presentare Secret, dieci anni fa, e ho chiesto a vari gestori di cinema quale fosse la situazione distribuzione cinematografica corrente, mi avevano risposto che in quel periodo nemmeno i film italiani venivano visti dal pubblico italiano, quindi si trattava di un momento davvero critico. Anche nel caso di Secret, Il film è poi uscito in Francia, ma non in Italia. Anche in Giappone allora si vedevano più film di Hollywood che giapponesi. Ma adesso si è arrivati a un punto tale per cui, in Giappone si verifica la tendenza opposta, i film giapponesi vengono visti di più di quelli americani.

AF: In Italia il cinema giapponese è però molto popolare, più che in altri paesi europei. Registi come Kitano, Kurosawa, Tsukamoto, sono piuttosto noti, non c’è secondo lei, qualche altro elemento di ostacolo? Forse in questo momento un film sulla morte non è molto popolare? Questo è più un film sulla morte o anche sulla crisi economica che spinge i giapponesi a trasferirsi in campagna abbandonando le grandi metropoli per cercare lavoro altrove? Departures è più un film sociale o un film sulla morte? Noi in Italia siano convinti che i giapponesi abbiano una grande tradizione sul tema della morte, ma quella di cui parla il film è una morte ben diversa da quella eroica, etica e violenta a cui il nostro immaginario ci ha abituati, è semplicemente una morte naturale.

MY: Innanzitutto vorrei rispondere con una nota polemica e amara. Alla Mostra del Cinema di Venezia,  Kitano e  Kurosawa hanno presentato le loro prime opere e subito hanno vinto il Leone d’oro. Da quella volta, puntualmente ogni film di Kitano viene presentato a Venezia. Questo è incredibile persino per i giapponesi, tuttora non riesco a spiegarmelo. In Giappone i film di Kitano non vengono nemmeno apprezzati, ma arrivano in Italia solo grazie all’influenza della Mostra del Cinema di Venezia. Quanto a Departures non si tratta né di un film sulla morte, né di un film su un violoncellista che perde il lavoro, è un film sull’amore. Amore tra marito e moglie, padre e figlio, discepolo e maestro, amore inteso anche come amicizia. Io e lo sceneggiatore Koyama Kundo abbiamo cercato di raccontare ogni aspetto dell’amore nella vita e nel mondo e riportarlo in questo film. Non è assolutamente un film sulla crisi economica e non ha a che vedere affatto con la morte.

AF: Qual è la differenza fondamentale a livello produttivo tra un film come Departures e un film come Triumphant General Rouge di Nakamura?

MY: Departures è un film sull’amore, quindi ci è voluto più di un anno per realizzarlo, dalla sceneggiatura al casting fino all’uscita, proprio perché c’erano già moltissimi film sull’argomento, volevamo che questo fosse più sincero possibile e quindi per scriverlo ci abbiamo impiegato molto. Inoltre il tema dell’amore è universale, senza tempo, non c’era nessuna fretta particolare. Nel caso di The Triumphant General Rouge, invece, il discorso era un altro. Questo è un film che andava girato e lanciato nel più breve tempo possibile, trattava temi attuali e dunque bisognava essere molto rapidi. Questa è stata la differenza fondamentale tra i due.

AF:  Com’è nata l’idea del film Departures?

MY: Il protagonista, Motoki Masahiro, quando era ventenne era un idol, un famoso cantante pop, e ha fatto un viaggio in India. Lì ha visto dei bambini giocare in riva al fiume, ma in quello stesso fiume galleggiava il corpo di una vecchia. Avendo assistito a una simile scena, ha iniziato a interrogarsi sulla vita e sulla morte, sul loro rapporto e come vada considerata quest’ultima. I bambini stavano giocando nello stesso posto in cui si stava svolgendo un funerale, era commovente. Così è venuto da me e mi ha chiesto come fosse possibile rendere in un film tutto questo

AF: Parliamo invece di Fish Story, l’altro film di Nakamura. 

MY: In realtà non ho visto il film, quindi… Nakamura lavora come regista commerciale, “ a richiesta”, quindi fa quello che gli si chiede di fare, è un professionista, che fa il regista come mestiere. Avevamo già collaborato in altre occasioni, poi ci siamo rivisti per General Rouge. Col produttore Takada  ho lavorato in diverse produzioni tv, nel caso di Takita e Nakamura mi era stato domandato di collaborare e dovevo seguire le direttive. Altri produttori lavoreranno probabilmente in modo diverso. Il regista Nakamura aveva le idee molto chiare su quello che voleva e sostanzialmente era molto bravo a ottenere determinati risultati e a controllare anche il mio operato. Triumphant General Rouge è un medical mistery. Io ho letto tantissimi gialli da bambino, ma non avevo nessuna esperienza nel genere, ecco perché mi sono rivolto a un esperto del thriller come Nakamura.

 

Le foto sono di Marco Tregambi

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