Matsui Daigo


Regista

Abbiamo incontrato e intervistato il regista nel corso del WA! Japan Film Festival, ex “Rassegna di Cinema Giapponese di Firenze” che si è svolta nel mese di maggio tra Milano e Firenze. Il regista era noto in Italia per il suo folgorante Afro Tanaka presentato con successo alla quattordicesima edizione del Far East Film Festival 2012. Era al WA! con il nuovo film, Sweet Poolside. Si ringrazia per il supporto logistico in loco e la presenza fondamentale per la riuscita dell’intervista il collega Stefano Locati.

 

 

Asian Feast:  Sia in Afro Tanaka che in Sweet Poolside il/la protagonista possiedono una caratteristica fisica, per certi versi anche imbarazzante, che li rende in qualche modo “diversi”. C’è un motivo per cui scegli questo tipo di personaggi per i tuoi film?

Matsui Daigo: Ho dei complessi, diversi complessi. Ho scelto per il film dei protagonisti che come me hanno dei complessi, in questo caso fisici. I problemi fisici, esteriori, non possono essere cambiati. Volevo sottolineare e rappresentare queste difficoltà in modo che non risultassero come negative, bensì fossero vissute come positive.

AF: Al contrario Daily Life of High School Boys ritrae la vita quotidiana di alcuni normali studenti di liceo. Cosa ti ha spinto a scegliere questo tema? C’è un personaggio in cui ti riconosci?

MD: Secondo me non è un film contrario o completamente diverso dagli altri. Questo film esprime la normalità della vita quotidiana dei liceali, senza soffermarsi su nessuna stranezza caratteriale. Il mio intento era proprio raccontare la quotidianità della vita degli adolescenti. In Sweet Poolside ho voluto invece raccontare il punto di vista sofferto di un ragazzo che quando è solo è preda di questi tormenti. Dà grande importanza a dei problemi che per gli altri sono minimi, quasi inesistenti, ma che a lui sembrano giganteschi. Mi piace raccontare l’ambito liceale in cui ancora non si hanno delle personalità formate, ma è tutto in divenire e non si sa come andrà in futuro.

AF: Tutti e tre i tuoi film sono live-action tratti da fumetti/anime comici. Cosa ti piace delle commedie rispetto ai mille altri generi presenti nel mondo dei manga?

MD: Sono attratto dai manga che hanno caratteristiche insane, un po’ fuori dagli schemi. Non realizzo esattamente quello che viene raccontato nei manga, li adatto a quello che ho in mente e che voglio esprimere. Non cambio il nucleo della storia, ma cerco di sfruttare il mezzo, per mettere in scena quello che si può fare solo nei film. Questi personaggi in fondo parlano di me. Racconto questi personaggi per dare supporto alle persone insane. In ogni scena parlo a due tipi di pubblico: quello sano e quello insano. Mi interessano sia le reazioni di quelli insani, che piangono e si commuovo perché si identificano con i miei personaggi, sia di quelli sani, che invece ridono. Inseguo proprio questo, diverse reazioni da parte del pubblico, durante la stessa scena.

AF: In futuro pensi di cimentarti in un altro genere di cinema? Se sì, cosa ti piacerebbe sperimentare?

MD: In questo momento sto lavorando a un nuovo film sul mondo liceale, ma nel prossimo film che farò mi piacerebbe raccontare una storia legata alla famiglia, anche se una famiglia non convenzionale. Anch’io sono abbastanza strambo, nel senso di fuori dagli schemi e con dei complessi, e quindi voglio continuare a raccontare il mondo degli strambi. Mi piace Kitano e il fatto che non si capisca come i suoi film andranno a finire. Inseguo uno stesso tipo di cinema, ma in cui tutti i personaggi rivelino quanto sono insani.

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