Toyoda Toshiaki


Regista

Intervistiamo Toshiyaki Toyoda all’aperto, seduti a un tavolo di un locale vicino alla sede del Festival Nippon Connection (aprile) 2010. Lui, in posa da dandy, fumacchia tante sigarette, ci parla del suo film The Blood of Rebirth e si diverte a sbirciare i nostri appunti scritti in italiano.

Asian Feast: Lei lavora nei generi, ma con dei tocchi surreali sempre molto particolari. È quindi visto come autore o come regista di genere?

Toyoda Toshiaki: Mi considerano un regista particolare… quando escono i miei film ci sono sempre commenti contrastanti. Personalmente mi considero un regista rivoluzionario, controcorrente.

AF: La stampa occidentale la etichetta come un regista di film di yakuza “moderni” o neo-yakuza movie, a noi non sembra che lei faccia dei film di yakuza… si ritrova in questa definizione?

TT: No, posso confermare di non aver mai girato un film di yakuza in vita mia. (ride) In genere i miei film parlano di ragazzi controversi, in contrasto col sistema. Certo, alcuni di loro sono piccoli delinquenti, ma a me interessano i giovani, non la yakuza.

AF: Dopo un paio di piccole produzioni, ha girato un film con un cast importante come Blue Spring (2001), in cui recita Ryuhei Matsuda e che ha avuto successo anche in occidente. Dopo quel film è stato più facile per lei realizzare altri film?

TT: No, le mie condizioni lavorative non sono cambiate molto, a parte il fatto che sono stato arrestato per possesso di antidolorifici e quindi ho passato tre anni lontano dalle scene.

AF: Come ha detto lei stesso, in genere i suoi film sono storie di giovani di ambientazione contemporanea; quest’anno invece ha portato al festival una storia radicalmente diversa, ambientata nel medioevo giapponese ed ispirata ad un pezzo teatrale del kabuki. Come mai ha deciso di fare una cosa così inconsueta?

TT: C’è un posto in Giappone che si chiama Kumano, dove c’è anche un tempio molto famoso. Superando la foresta, si arriva alle terme che si vedono anche nel mio film e su un muro c’è scritta questa storia. Mentre ero lì che mi godevo le terme ho avuto l’idea di realizzare questo film.

AF: Questo film nasce grazie alla collaborazione con i Twin Tail. Vuole parlarcene in dettaglio?

TT: La mia collaborazione con i Twin Tail nasce molto prima della realizzazione di questo film. In genere mi occupo dell’aspetto visuale delle loro performance. Inizialmente questo film doveva essere muto, poi ho voluto provare ad usare la musica della band in una sequenza e da lì il progetto è radicalmente cambiato. Inoltre il percussionista della band è anche il protagonista dei film.

AF: Durante la presentazione, lei ha detto che quest’opera non andrebbe fruita come un film ma come se fosse della musica visuale. È forse la prima volta in cui ci siamo trovati davanti ad una pellicola in cui musica e immagini si fondono così bene. Solitamente si parla dei registi di videoclip in termini dispregiativi. Lei cosa ne pensa? Vuole proseguire con questo discorso di unione tra musica e immagini?

TT: La cosa mi affascina molto e mi piacerebbe proseguire, ma di certo il mio prossimo film sarà di più facile accesso rispetto a questo… ma chissà come andrà a finire? Secondo voi cosa dovrei fare? (ride)

Le foto sono di Flavia Madonia

 

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