Long Dream

Voto dell'autore: 4/5

VOTA ANCHE TU!

InguardabilePassabilePiacevoleConsigliatoImperdibile (1 votes, average: 5,00 out of 5)

È proprio vero che quando alla base di un film c’è una idea stuzzicante ci vuole una buona dose di incapacità per svuotarlo da ogni motivo di interesse.

Non è certo il caso di Long Dream, film nato per il v-cinema (della durata di un’ora), tratto da un manga di Junji Ito e girato da Higuchinsky, un connubio che non può non attirare l’attenzione degli appassionati di horror asiatico, visti risultati ottenuti con Uzumaki.

L’idea alla base del film è assai sfiziosa: cosa succederebbe se una volta addormentati i sogni fossero sempre più lunghi fino a tendere all’infinito?

Una sorta di dimensione parallela dove a qualche ora di sonno nel mondo reale corrispondono anni o addirittura secoli nel mondo onirico, un “long dream” appunto in cui si cresce, si muta, ci si evolve fino alla compenetrazione tra le due realtà.

I limiti di budget sono evidenti (soprattutto per quanto riguarda il make-up gommoso) ma non vanno assolutamente ad intaccare la potenza del film, anzi, il fatto che sia stato girato in due stanze di ospedale in croce non fa altro che incrementare l’atmosfera inquietante.

Il film è tratto dal racconto Lunghi Sogni, pubblicato in Italia da J-Pop all’interno della raccolta Brivido e Altre Storie.

Un piccolo film che stimola la fantasia dello spettatore come pochi altri riescono a fare.

 

(Articolo originariamente pubblicato nel 2007 nel dossier della rivista Nocturno Cinema, intitolato “Danzando con i Morti, Dizionario del Nuovo Cinema Horror Orientale“)