Pushpa: The Rise – Part 1

Voto dell'autore: 4/5

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Il maggiore incasso dell'anno 2021 in India è stato Pushpa: The Rise – Part 1, diretto da Sukumar (Arya (2004), Jagadam (2007)...). Una volta tanto l'incasso si è mosso parallelo ad un film qualitativamente rilevante e di ottimo intrattenimento.

Una sorta di film sull'ascesa dei gangster in cui Pushpa, ragazzo “privo di padre” e quindi di cognome, intraprende una carriera imprenditoriale sempre più elaborata, nel traffico illegale di preziosi alberi di sandalo rosso, rari e protetti, che successivamente vengono inviati in Giappone, per realizzare parti di strumenti tradizionali come lo shamisen e l'erhu. 

Dovrà affrontare spietati poliziotti locali, sanguinarie gang e un rapporto complicato con una donna. Ma dalla sua ha una forza strabiliante nei confronti fisici contro gli avversari e un certo ingegno e idee per beffarsi dei rigidi controlli della polizia. La prima delle due componenti è al servizio di sequenze d'azione particolarmente elaborate e sopra la media, il più delle volte anche pregiate di un'inventiva sorprendente tale da offrire un qualcosa di decisamente fresco e innovativo. La seconda propone invece un film ricco di idee e invenzioni che continuamente mettono lo spettatore di fronte ad un film originale e coinvolgente.

Si sono spese in patria fiumi di parole sull'interpretazione di spessore e sopra le righe di un talentuoso Allu Arjun nei panni del protagonista, ma l'intero cast diretto con piglio epico ed eccessivo tipico di certo action locale funziona a meraviglia in un titolo inusuale, di impianto verosimile ma con contesti di azione furiosamente folli. Se è proprio nell'azione che si raggiungono i momenti più esaltanti, la regia media di Sakumar è personale e estremamente virtuosistica e anche nella gestione delle singole sequenze action, siano marziali, balistiche o di inseguimento tra vetture, ognuna di queste è ideata e gestita con modalità a sé stanti; ogni scena ha una struttura a parte, uno stile diverso pur mantenendo una coerenza continua. Una in piano sequenza interamente giocata sul fuori campo e sugli speed-up resterà sicuramente tra le cose più belle viste nell'anno cinematografico di uscita.

Forse eccessivamente lungo e dilatato Pushpa: The Rise – Part 1, è l'ennesima conferma dell'altissimo livello a cui è giunto il cinema indiano, a tratti ancora estremamente locale e personale per poter accedere ad un pubblico di massa occidentale. Non troppo globalizzato e comunque non abbastanza per fluire in maniera “indolore” come magari avviene più facilmente al cinema di altri paesi, Corea in testa. Ma in fondo questo è anche un pregio e una delle qualità maggiori delle arti fortemente radicate in paesi e culture storicamente forti e tradizionaliste.