Guida al cinema coreano contemporaneo [B – livello avanzato]


Se avete già visto i film del livello base che trovate QUI, in questa lista vi forniamo dei titoli per approfondire, sempre relativi allo stesso periodo di tempo, quindi relativamente recenti. In pratica, mentre nella prima lista erano film per tutti, di sicura attrattiva, in questa proponiamo anche titoli più complessi, d’autore o con contenuti più perturbanti. Tutti comunque noti, riconosciuti, e con una buona fortuna nei Festival internazionali. Al fine di facilitarci/vi il lavoro divideremo la lista in generi, registi o temi. Per stilare questa lista ringraziamo il contributo delle colleghe coreanofile Elisa Biagiarelli (di Pepperminds Blog) e Caterina Liverani, consulente alla programmazione del Florence Korea Film Festival.

Registi.

Park Chan-wook: Dopo i titoli citati nella prima lista, consigliamo ora anche lo stupendo Thirst (2009) e il facilmente reperibile ed edito Mademoiselle (2016).

Kim Ki-duk: Dopo i titoli citati nella prima lista ora potete affrontarne altri. Alert. Sono molto diversi da Ferro 3 e ferocemente perturbanti: L’Isola (2000), Bad Guy (2001), Indirizzo Sconosciuto (2001), La Samaritana (2004).

Lee Chang-dong. Il regista di Burning ha diretto altri film memorabili. Oltre ai già citati, Secret Sunshine (2007) e Poetry (2010).

Hong Sang-soo. Di questo complesso autore, provate a partire da On the Beach at Night Alone (2017) e Right Now, Wrong Then (2015).

Na Hong-jin. Regista di genere recentemente salito alla ribalta con tre film, The Chaser (2008), The Yellow Sea (2010) e Goksung – La presenza del diavolo (2016).

 

Incassi.

Citiamo ad oggi anche i maggiori incassi (oltre Parasite, già citato), lista che muterà in breve visti i continui cambiamenti locali ma che magari vi tornano utili per farvi un’idea.

-Extreme Job (Lee Byeong-heon, 2019)

-The Admiral: Roaring Currents (Kim Han-min, 2014)

-Along with the Gods: The Two Worlds (Kim Yong-hwa, 2017). Prima parte di un dittico.

-Ode to My Father (Yoon Je-kyoon, 2014)

Veteran (Ryoo Seung-wan, 2015)

Un pugno di horror.

-Train to Busan (Yeon Sang-ho, 2016). Noto e edito anche in Italia, rilancia il cinema a tema zombie, coreano.

-Memento Mori (Kim Tae-yong, 1999). Secondo capitolo della saga di Whispering Corridors, è un ottimo dramma nascosto dietro al velo della paura.

-Antarctic Journal (Im Pil-seong, 2005). Suggestivo e inusuale titolo tra i ghiacci con musiche di Kenji Kawai.

-I film di Ahn Byeong-ki, il maestro del’horror locale moderno: Phone (2002), Bunshinsaba (2004), A.P.T. (2006). 

-Two Sisters (Kim Jee-woon, 2003)

The Wig (Won Shin-yeon, 2005)

Un pugno di gangster e crime movie.

-A Dirty Carnival (Yoo Ha, 2006)

-No Mercy for the Rude (Park Chul-hee, 2006)

-Going by the Book (Ra Hee-chan, 2007)

-Bloody Tie (Choi Ho, 2006)

-A Hard Day (2014)

-Unstoppable (Kim Min-ho, 2018)

Assassini e serial killer.

-Tell Me Something (Chang Yoon-hyun, 1999). IL classico del cinema dei serial killer coreani.

V.I.P. (Park Hoon-jung, 2017)

-Dark Figure of Crime (Kim Tae-kyun, 2018)

-The Gangster, The Cop, The Devil (Lee Won-tae, 2019)

Titoli vari sparsi multigenere.

-Shiri (Kang Je-gyu, 1999). Il primo grande blockbuster del nuovo cinema coreano.

-The Housemaid (Im Sang-soo, 2010). Ottimo remake di un grande classico coreano.

-A Taxi Driver (Jang Hoon, 2017). Acclamato strano mélange tra commedia e dramma storico, particolarmente emozionante.

-Happy End (Jung Ji-woo, 1999). Struggente e durissimo dramma con Choi Min-sik.

-Musa (Kim Sung-su, 1999). Una delle prime grandi produzioni in costume durante la new wave coreana dei ’90.

-Friend (Kwak Kyung-taek, 2001). Classico del cinema coreano, campione di incassi alla sua uscita.

-Failan (Song Hae-sung, 2001). Struggente dramma con cast stellare che include Choi Min-sik e la hongkonghese Cecilia Cheung.

-My Dear Enemy (Lee Yoon-ki, 2008). Il capolavoro di Lee Yoon-ki, un film elegantissimo e di una complessità e finezza uniche.

-Dasepo Naughty Girls (E J-yong, 2006). Classicone del genere, musicale e divertentissimo.

-Happiness (Hur Jin-ho, 2007). Super melodramma sentimentale senza compromessi.

-A Bloody Aria (Won Shin-Yeon, 2006). Grottesco e irresistibile.

-The Fake (Yeon Sang-ho, 2013). Capolavoro d’animazione traumatizzante, dal regista di Train to Busan.

-Teenage Hooker Became a Killing Machine in Deahakroh (Nam Ki-woong, 2000). Titolo bonus. Delirio super indipendente.

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