Dasepo Naughty Girls

Voto dell'autore: 3/5
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Dasepo Naughty GirlsDopo le favorevoli critiche ricevute con i suoi drammi sentimentali adulti An AffairUntold Scandal (tratto liberamente dal romanzo Les Liaisons Dangereuses di Choderlos de Laclos e ambientato nell’epoca Chosun), E. J-yong (alias Lee Jae-yong) rivoluziona completamente registro, metodo, ritmo, proponendo una graffiante commedia satirica nettamente agli antipodi rispetto alla sua seria e posata filmografia antecedente.

Stavolta però senza convincere, perlomeno in patria, dove il film è stato accolto piuttosto freddamente, totalizzando un numero di biglietti staccati molto inferiore alle aspettative. La sua origine infatti, un fumetto di successo che viene pubblicato online, dava adito a presagire ben più lusinghieri risultati. Ammantato da una forte componente sessuale, nel passaggio alla celluloide tale aspetto è stato edulcorato, probabilmente per abbassare il rating, e ciò deve aver deluso i tantissimi fan della striscia a fumetti.

Ambientato per larga parte all’interno della Museulmo High School (letteralmente Liceo Inutile), scuola privata di ordine religioso dove gli alunni vengono suddivisi in base alla loro fede, la pellicola narra per mezzo di svariati sketch le vicende personali di una scalcinata classe di studenti atei contraddistinta da una spiccata eterogeneità: (finti) ricchi e (veri) poveri, omosessuali, belli da copertina e freak da circo, a cui si aggiungono professori se possibile ancora più bizzarri (tutti impersonati da Lee Jae-yong, attore omonimo del regista, co-protagonista nel film culto Save the Green Planet) e un preside oscuro che desidera ripristinare in gran segreto il comune ordine scolastico, la cui fisionomia ricorda i celebri nonnetti baffuti disegnati dalla matita del mangaka per eccellenza Osamu Tezuka. Inoltre ospiti esterni quali transgender e cross-dresser.

In questo variegato “bestiame umano” i due protagonisti principali sono “la ragazza che porta la povertà sulla schiena”, fanciulla dimessa e dalla perenne risatina contrita interpretata da Kim Ok-bin, già studentessa fantasma in Voice, e Anthony, giovane benestante trasferitosi dalla Svizzera che soprattutto per il nome che si porta addosso e i suoi (apparenti) modi gentili si presenta come una scorretta versione 2.0 dell’omonimo personaggio dell’anime Candy Candy.

Chi più chi meno, tutti gli altri interpreti giocano un appropriato ruolo di contorno e sebbene siano caratterizzati sbrigativamente riescono ugualmente a far emergere le loro peculiari individualità, a cui le scene eliminate dal taglio finale avrebbero senza dubbio aggiunto un pizzico di introspezione maggiore.

Dannatamente divertente a sprazzi, tra cui l’inizio al fulmicotone, altrettanto debole in altri momenti, Dasepo Naughty Girls cela dietro questa sua sbarazzina vena ilare ben altre e più perspicue divagazioni socioculturali. Se inizialmente è proprio la scuola ad essere pesantemente schernita, diventa poi lapalissiano come questa presa in giro si estenda all’intera impalcatura che sorregge le rigorose e severe tradizioni del paese asiatico. Le arcigne relazioni insegnanti-studenti/genitori-figli che sono solite ritrarre i primi educare violentemente i secondi, vengono qui completamente stravolte a favore di quest’ultimi, i quali non solo si prendono la loro rivincita su un piano puramente fisico e sadomaso (!) ma addirittura intellettuale, usando i moderni mezzi che la tecnologia mette loro a disposizione, cellulari, internet e persino console portatili, per correggere gli errori dei professori e mettere alla berlina l’ipocrita e bigotta morale degli adulti.

La competizione spasmodica e la volontà di primeggiare, prepotenze, discriminazioni e status sociale, E. J-yong con candore e spirito dissacrante non risparmia stilettate a nulla e a nessuno.

Visivamente debitore verso il pop più sfrenato, il film si segnala anche per le scenografie coloratissime dominate da gialli solari, verdi pistacchio e rosa shocking, mentre, come tradizione coreana vuole, non mancano gli intermezzi karaoke con tanto di balletti.

Dasepo Naughty Girls regala cento minuti di apprezzabile allegria tenendo sempre attive le sinapsi, cosa che in questi tempi contaminati da acefale commedie nient’altro che scatologiche non è affare di poco conto.

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