Intruder

Voto dell'autore: 4/5
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IntruderChi scrive non è mai stato un grande estimatore di Ng Sin-Lin (Wu Chien-lien).
Non che non abbia interpretato ruoli di un certo rilievo, dalla giovane amante del ribelle Andy Lau in A Moment of Romance alla ragazza con poteri soprannaturali che fa “volare” Chow Yun-fat in quel film indescrivibile che è Treasure Hunt. Per non parlare del titolo che l’ha di fatto sdoganata anche al di fuori dei territori hongkonghesi e cioè Mangiare Bere Uomo Donna di Ang Lee. Ma era sempre rimasta un pò nell’ombra rispetto ad altre dive locali.
Ed ora, come sempre più spesso accade, bisogna ricredersi. Ng Sin-Lin possiede quella particolare caratteristica capace sia di far innamorare che di uccidere con un semplice sguardo. Una bellezza eterea e micidiale, in qualche modo simile alla amata Cecilia Yip.
Prodotto dalla Milkyway Image di Johnnie To e Wai Ka-fai e diretto, finora prima e unica regia, da Tsang Kan-cheung (celebre sceneggiatore, collaboratore di Stephen Chiau per alcuni dei suoi ultimi capolavori e di Patrick Tam per l’epocale My Heart is that Eternal Rose), il film narra di una giovane e spietata assassina che dalla Cina mainland emigra ad Hong Kong (non prima di aver ucciso una malcapitata per assumerne l’identità e passare la dogana inosservata) e una volta arrivata a destinazione si insinua nella vita di un ignaro nullafacente, padre svogliato di una bambina quasi sempre affidata alle cure della nonna, fino a distruggergliela quasi completamente. Lo prende in ostaggio, lo tortura, elimina chiunque si trovi a transitare (anche casualmente) fra lei e il suo obiettivo primario.
Obiettivo che non si arriva a comprendere pienamente fino a 3/4 del film, quando alcuni colpi di scena e un re-innalzarsi del tasso di violenza (dopo una fase di stazionaria, seppur precaria, tranquillità) portano il livello di sadismo e di crudeltà (anche psicologica) quasi insostenibile e consegnano allo spettatore un finale inaspettato e sospeso. “La mia colpa è di essere stata troppo gentile e non abbastanza crudele…va bene, lo sarò la prossima volta!”. Interpretato con una carica (auto)distruttiva invidiabile e sorprendente da Ng Sin-Lin (che sia andata a lezione da Anthony Wong?), sulle cui esili spalle viene caricato l’intero film, tagliato con l’accetta per merito di un montaggio crudo, essenziale, capace di soffermarsi sui dettagli e di mantenere una carica perenne di tensione anche nei momenti di “calma piatta”, girato quasi come fosse un incubo metropolitano grazie ad una fotografia cupa come non mai ed una regia sempre in equilibrio fra gli eccessi degli eventi narrati ed il realismo delle ambientazioni (metà film è racchiuso nei meandri di un appartamento, dove lei tiene l’uomo in ostaggio) e dei rapporti interpersonali, Intruder mostra di essere un piccolo, semisconosciuto ma importante tassello sia della neonata (all’epoca del film, 1997…stesso anno dell’altrettanto bello, seppur diverso, The Odd One Dies) casa di produzione Milkyway, sia in maniera più ampia di quella cinematografia hongkonghese artigianale fino al midollo ma libera di esprimersi in tutte le sue sfaccettature (soprattutto all’interno del genere thriller-poliziesco, sempre che abbia un senso mettere la parola “generi” e “cinema di Hong Kong” nella stessa frase, data l’inconfondibile caratteristica di questi film di trascendere le definizioni comuni e di proporsi come opere del tutto inclassficabili).
Memorabile l’inizio, col volto di Ng Sin-Lin illuminato da un lampo, dopo il passaggio dei bellissimi titoli di testa “scolpiti” nella pietra, e indimenticabili (anche per la loro crudezza) alcune scene clou, specie quelle con protagonisti la bambina, la nonna e il cane. Curiosa la presenza di Yuen Bun, uno dei più talentuosi action director dell’ex colonia inglese, nelle vesti di un perspicace ficcanaso che cerca di neutralizzare la donna e di salvare gli ostaggi, finendo però nel peggiore dei modi.
Non certo un film per tutti i gusti, è chiaro, ma un ottimo esempio di cinema dalle sensazioni forti, tecnicamente eccellente ed emotivamente disturbante. Da recuperare!

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