Karate Robo Zaborgar

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Karate Robo ZaborgarArrivò anche in Italia questa serie tokusatsu per cui gli Americani dispenserebbero subito l’etichetta weird, mentre in Italia probabilmente si userebbe con altrettanta facilità la parola trash. Lungi dal volersi inerpicare nelle solite polemiche sulla poca comprensione dello spirito goliardico dei supereroi giapponesi, che rimane incompreso nei nostri lidi, nei quali evidentemente si ha bisogno di eroi in mutandoni che si prendano dannatamente sul serio, nel caso specifico di Karate Robo Zaborgar, sia in forma originale che remake, bisogna pur ammettere che si tratti del soggetto migliore su cui poter infierire.

L’aspetto interessante del remake, prodotto dalla Nikkatsu per la sua serie Sushi Typhoon e diretto da Iguchi Noboru, regista più avvezzo a vagare nelle terre dell’erotico (Manji) e dello splatter (The Machine Girl) che in quelle dei supereroi, è infatti quello di mantenere in assoluto lo spirito della serie originaria. Sembra, non troppo inaspettatamente, adattarsi al suo stile la demenza totale del materiale originario, che prevedeva una moto che si trasformava in uno dei robot più sgraziati della storia della fantascienza nipponica e decisamente più vicino ad un Robocon che ad un Metalder come stile grafico. Ovviamente le stramberie non si fermavano qui essendo il robot capace di tirar fuori piccoli elicotteri dalla testa e macchinine dai piedi, mentre i nemici erano una galleria di assurdi costumi tirati su in maniera molto raffazzonata.

Mentre Robocop si sarebbe vergognato di certi gadget il buon Karate Robo Zaborgar se ne fa invece un vanto e di fatto li utilizza a profusione per distruggere il male rappresentato dal professor Akunomiya e dalla bella e letale Miss Borg. Tecnicamente tutti gli elementi del serial originale sono ben presenti e alla computer grafica sono affidate le solite cose targate Sushi Typhoon come il sangue e alcune trasformazioni, ma il resto è la bella gommapiuma e lattice di una volta. D’altra parte il valore aggiunto di queste produzioni sono il bravo effettista Nishimura Yoshihiro (Tokyo Gore Police) o qualcuno del suo staff che coordini gli effetti.
Fa impressione notare come tutte le stramberie inserite nel nuovo remake fossero già tutte quante state create nell’originale. Ed infatti sui titoli di coda Iguchi ci tiene a tributare le immagini originali mostrandoci i mostri e i personaggi che fecero la serie. La differenziazione è a puro livello grafico. Un mero aggiornamento di quanto già esistesse. Mentre il robot rimane pressappoco uguale, il dottore diventa più tecnologico e Miss Borg un po’ più sexy sebbene continui a mantenere il suo costume che sembra realizzato con carta stagnola.
La vera licenza presa dagli autori è nel personaggio della figlia Cyborg in marinaretta del protagonista pilota di Zaborgar, ma soprattutto nell’ammodernamento totale rappresentato dalle miss Ruggers. Mentre nell’originale erano tre letali giocatori di football vestiti di rosso, blu e giallo, nel restyling diventano tre ultrasexy giocatrici in bikini di metallo. Interpretate dalle onnipresenti e ormai assunte a ruolo di attrici cult Asami (costume rosso) e Izumi Cay (costume blu) in compagnia di una meno nota, ma comunque lodevole Yui Muurata (costume giallo), sebbene non protagoniste, si stampigliano nella memoria dello spettatore. Anche perché con questo trio viene fuori un po’ dello spirito Sushi Typhoon che era limitato nel gore fino alla loro comparsa; E allora fuori mostri, vagamente somiglianti a Godzilla, dalle natiche e dai seni delle tre, capaci di volare e correre lungo lo schermo a velocità folli anche grazie alle loro gambe jet.

Sta a loro il picco di bellezza raggiunto dal film, che purtroppo rimane un po’ confuso nel suo voler buttare dentro tutto il materiale originale senza risparmiarsi. Iguchi che purtroppo non ha mai brillato per ritmo nella narrazione assembla il tutto in maniera confusa andando a confezionare un’opera ibrida tra il suo stile e il tokusatsu più pop. Per fortuna l’indicatore rimane spostato più verso quest’ultimo e Denjin Zaborgar rimarrà un film incomprensibile per molti, ma da amare follemente per tutti quelli che amano certa fantascienza senza remore e freni inibitori.

Alla fin della fiera ottimo lo spirito, buona la resa grafica, sufficiente la narrazione. Chissà solo se si potesse far di più.

Immagini promozionali:

Alcune immagini del vecchio serial televisivo:

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