The Story of a Closestool

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The Story of ClosestoolIn una cittadina della Cina del post-Mao, al principio degli anni ottanta, Mu Xiaodan è una ragazza come tante. Come tante sta per finire la scuola, vive in famiglia coi genitori e un fratellino pestifero. Come tante, è insoddisfatta. Ma per Xiaodan, l’oggetto della propria insoddisfazione è un mistero: vive male il suo presente, ma non capisce perché né come potrebbe uscire da quella che vive come una gabbia; tanti adolescenti, e qua occidente e oriente c’entrano poco, pare, sono così. Una sera però, durante una festa organizzata a casa di un benestante amico di amici, Xiaodan scopre dietro una porta cos’è che le manca per essere felice: una stanza da bagno con un bel WC nel mezzo. Così, riuscita a convincere i genitori a costruire un locale da bagno anche a casa propria, Xiaodan smette il broncio e comincia le sue giornate con un sorriso. Il nuovo bagno diventa il posto dove passa più tempo, tempo per se stessa, per curarsi, lavarsi, truccarsi, fare i propri bisogni senza disturbi, e anche dove sognare ad occhi aperti; finchè un giorno la nostra protagonista scopre che qualcuno ha fatto nottetempo un buco nella parete del bagno che dava sulla strada, e la vita le cambia di nuovo…

Opera prima di Xu Buming e tratto da un racconto di Lu Bu, The Story of a Closestool è una tragicommedia a volte dolce a volte amara che diventa la scusa per parlare di quella Cina che continua a cambiare a velocità vertiginosa. Ambientato ai tempi del dopo Mao Zedong, quando Deng Xiaoping spingeva per l’apertura del sistema economico e il sorpasso del collettivismo di stampo sovietico, il film mette al centro la figura di una giovane che vive questa timida apertura in modo conflittuale e superficialmente consapevole. Abituata a considerare bisogni solo le necessità primarie del cibo, del vestirsi, del tetto sulla testa, per lasciare il resto alle preoccupazioni della comunità, sente di volere qualcosa di più per se stessa, uno spazio privato che, moto di reazione alla società che aveva conosciuto, è il principio di una rivoluzione per la Cina intera: dopo gli anni tormentati della Rivoluzione Culturale, i cinesi possono ricominciare a pensarsi come individui, senza per questo vergognarsi.

Nel ventaglio delle reazioni degli altri personaggi del film alla scelta di Xiaodan c’è il catalogo umano di una Cina di uomini sensibili e rinunciatari (come il padre), di donne forti e orgogliose (come la madre), di ragazzini viziati e protetti (come il fratellino), di approfittatori (la vicina), di parassiti (gli utenti del bagno, un buco nel muro cambia da privato in pubblico). Un catalogo di tipi umani che la transizione cinese ha reso alternativamente protagonisti e comprimari, già raccontati nelle pellicole dei maestri della 6° generazione, primi tra tutti Jia Zhangke e Zhang Yuan. Quello di Xu Buming, col suo tocco delicato e la capacità di parlare ancora di politica e di persone ora che il cinema cinese sembra aver imboccato altre strade, è un nuovo nome che aggiungiamo volentieri alla lista.

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