Inspector Chocolate

Voto dell'autore: 3/5
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Inspector ChocolateFilm dei fratelli Hui di fine carriera, la regia è delegata a Phillip Chan anzichè al maestro Michael, Ricky Hui ha un ruolo più corposo del solito ed è assente Sam. Nonostante si tratti di un film minore, diverso dalla struttura classica dei capolavori dei fratellini, si presenta comunque come un’opera totalmente piacevole. L’approccio è quello della parodia pura, quindi di base il film è un poliziesco, procede in modalità seria, quando poi lo spettatore inizia ad abituarsi a quel ritmo, prontamente ecco esplodere fragorosa la gag, e vi assicuriamo che è davvero impossibile non ridere di fronte alla competenza fisica e verbale di tutto il cast.

Michael (descritto con l’abitudine di sgranocchiare Smarties come fossero noccioline per tutto il film) e Ricky sono due ispettori di polizia. Il superiore affida loro la propria figlia, un’esagitata Anita Mui poliziotta, quasi miss HK, per affiancarli nella ricerca di un bambino rapito, figlio di una nota star televisiva (Sibelle Hu). Al cast si somma un Michael Chan (anche en travesti) che in questo caso funge anche da martial art director. Michael (Hui) che si pettina con un cactus, un bizzarro inseguimento, mille fraintendimenti da travestitismo, e un duello all’interno di un rimorchio di un camion a colpi dei sempre letali durians sono solo alcune delle scene culto del film (tralasciando il fatto che il bambino in questione è stato rapito da….”Gesù”).
Una volta visti i capolavori (The Private Eyes, Security Unlimited, Chicken and Duck Talk, The Contract) dei fratelli, si può passare a questo Chocolate Inspector. O comunque un prodotto per cominciare visto che comunque Michael Hui sembra non sbagliarne mai una.

 

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