Peeping Tom

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [0,00/5: 0 voti]

Peeping TomPeeping Tom, è uno di quei film curiosi, che sembrano esistere totalmente in funzione del loro protagonista e come tali funzionano benissimo così.

Nishijima Hidetoshi, l’attore scelto da autori del calibro di Kitano e Kurosawa Kiyoshi, sembra riempire della sua presenza e del suo carisma il film senza lasciare spazio a nessun altro. Interpreta Makiguri Ben, uno scrittore senza successo, costretto a vivere in una stanza malridotta e cadente, in un disordine e in una sporcizia sovrani, passando le sue notti alla scrivania. L’unico lavoro che gli viene assegnato è quello di realizzare dei racconti erotici per una settimanale. Una sera viene irretito da una cameriera del ristorante che lo trascina a casa sua per un bagno, mentre nel frattempo dei delinquenti, d’accordo con lei, gli mettono a soqquadro l’appartamento. L’incontro tra i due, è in realtà descritto con grande pudore e con una certa sensibilità, tra le esitazioni di lui e la ricerca di calore apparentemente sincera da parte di lei. E’ l’incontro tra due persone profondamente sole, reso con tatto. Poi tutto cambia, entrano in scena la fantasia dello scrittore e il desiderio, la bellissima donna che si trasferisce nella stanza vuota accanto a quella di Makiguri e che lui spia da un buco nella parete. Lo scrittore mette subito al centro della sue storie i rapporti della donna con l’ex-marito, con un ragazzo che fa consegne a domicilio, con un rappresentante di medicinali suo amico, che gli fornisce pillole contro il mal di testa e che non ha mai avuto una donna prima. Ma ci sono degli strani segnali, piccoli input. Ben sembra non gradire affatto le intrusioni nel suo mondo da parte della realtà esterna, come le visite della sua editor, una giovane donna anche lei, che tratta in modo scorbutico, ma che entra in sintonia con lui; ogni tanto appare sul viso di Ben, un sorrisetto maligno.

Il gioco tra realtà e finzione, sul mondo fantastico dello scrittore-demiurgo inghiottito dalla sua stessa creazione non sono certo temi nuovi o originali, soprattutto in Giappone (alcuni ricorderanno ad esempio il voyeurismo dello scomparso regista Jissoji Akio, oggetto di un focus proprio al Far East nel 2006). Lo svelamento arriva puntuale e inappellabile. Ma qui abbiamo a che fare con un personaggio che non diventa mai interamente negativo, malvagio o perverso e nemmeno con una donna sensuale, una femme fatale conturbante. Sembra che l’inquietudine nasca proprio dalla debolezza, dalla solitudine, dalla frustrazione. Peeping Tom è piacevole e non banale soprattutto per questo, ma sembra voler evitare di mettersi in gioco, sembra volersi tenere in disparte, per rivelarsi solo per pochissimi istanti. Il protagonista viene “eliminato”, proprio quando ha deciso di diventare lui stesso il centro delle sue fantasie, senza proiettarle più su qualcun altro. In questa mancanza di coraggio voluta sta forse il maggior merito di questo Peeping Tom.

CONDIVIDI: