Deannie Yip Tak-Han e Andy Lau Tak-Wah


LauYipAttrice e attore

Abbiamo intervistato Yip (a volte scritto Deanie Ip) e Lau nel 2011 nel corso della 68° Mostra del Cinema di Venezia. Erano al Lido per presentare il nuovo film in cui recitavano ovvero A Simple Life di Ann Hui, film con il quale Yip si aggiudicherà il premio come miglior attrice. L’attrice è stata cantante e volto televisivo prima di passare al cinema vincendo numerosi premi. Poco da dire su Lau, star sempreverde di cui abbiamo parlato più volte. L’intervista mescolava giornalisti occidentali come asiatici in una vorticosa girandola di lingue e traduzioni. Riportiamo nella sua interezza l’intera discussione includendo anche le domande di alcuni colleghi. E’ subito Deanie Yip a sfoderare una gentilezza e un’affabilità non comuni dalle parti della Mostra del Cinema, tutta tappeto rosso, vestiti da sfilata e puzza sotto il naso: si presenta e chiede a tutti i presenti di fare altrettanto a loro volta.

Avevamo già intervistato Andy Lau l’anno precedente. Trovate l’intervista in questione QUI.

Asian Feast: Con la regista Ann Hui abbiamo parlato del realismo nel cinema di Hong Kong e di come stia diventando in un certo senso una merce rara. Qual è il suo parere di attore con alle spalle una lunga carriera e che quindi conosce bene il cinema dell’ex colonia?

Andy Lau: Conosco bene quel che vuol dire. A me stesso capita di prendere parte a grandi produzioni e film di genere proprio per mettere insieme capitali e proposte per film più “indipendenti”. Io credo fermamente che sul mercato cinematografico ci debbano essere proposte differenti, non solo i film ad alto budget e per il grande pubblico, quelli con le grandi star, ma anche film più legati a un’idea di cinema più particolare, e magari agganciata alla realtà. Per questo ho deciso di investire in questo genere e nei giovani (e qui interviene Deanie Yip a dire che Andy ha supportato molto il cinema giovane e indipendente negli ultimi anni, anche grazie alla sua casa di produzione Focus, che ha portato al successo ad esempio gente come Ning Hao e la coppia Clement Cheng e Derek Kwok, che con il loro Gallants hanno anche vinto gli ultimi Hong Kong Film Awards).

AF: Come direbbe che siano trattate le persone anziane nel vostro paese? Come si comportano le famiglie a Hong Kong con i loro anziani?

Deanie Yip: Ora è diverso da qualche tempo fa. Ad esempio, dopo il 1997, molte delle famiglie che si trasferirono in Nord america, o in Canada, lasciarono i loro anziani in casa di riposo e non si fecero più vedere. (interviene Andy Lau spiegando che suo cognato, prima di partire con sua sorella per il Canada aveva appunto messo i suoi genitori in ospizio, e non è più ritornato a trovarli, fino a quando sono stati in vita). È una cosa che succede anche a un personaggio del film, l’anziana signora senza più parenti che è stata abbandonata in ospizio, e per la quale le spese vengono sostenute dai servizi sociali. Oggi credo che parte del tradizionale rispetto per le persone anziane non sia più. Credo che questo sia dovuto al cambiamento dello stile di vita, e a Hong Kong la cosa è anche legata al fatto che la città è affollata e lo spazio è piccolo per tutti, figuriamoci per gli anziani. A meno che tu non possa permetterti una villa fuori dalla città, chiaro (sorride).

AF: Le capita di pensare alla sua vecchiaia?

DY: Sì, mi capita a volte. Per ora, cerco di mantenermi in forma, ma so bene che per quanto possa fare attenzione, gli anni passano per tutti e verrà il giorno che non sarò più in grado di fare quel che faccio ora. E allora mi concentro per fare davvero qualcosa di buono prima che quel giorno venga. Ad esempio, vorrei che i miei organi venissero donati dopo la morte e spero che il governo di Hong Kong – che ora sta dibattendo la legge che regola le donazioni (e l’eutanasia) – passi questa norma. Vorrei anche essere libera di staccare la spina, se ce ne sarà bisogno.

AF: Com’è a Hong Kong la situazione per un attore che ha raggiunto una certa età, soprattutto se è una donna? In America ad esempio, solo Meryl Streep e pochi altri possono ancora ambire a buone parti…

DY: Oh sì, in effetti è difficile, anche a Hong Kong. Meryl Streep è molto fortunata ad avere così tanto lavoro (ride). Io per ora sono contenta di aver avuto l’occasione di recitare in A Simple Life, ma per il futuro non saprei dire come andrà (qui noi interveniamo per farle notare che, visto che ora a Venezia c’è lei e non l’attrice americana, si può ben dire che oggi Deanie Yip sia più fortunata di Meryl Streep).

AL: Io per ora non ci ho ancora pensato. A dire il vero, cerco di non pensarci. Per adesso mi godo la vita come viene. E ho molto lavoro da fare (e sorride sornione, il quasi cinquantenne Andy Lau). Vivo il mio lavoro molto tranquillamente, senza andare in ansia se in un periodo ho meno lavori e in un altro di più. E poi, per portarmi avanti, ho iniziato a investire anche nei film (è uno dei produttori di A Simple Life, NdR); così, un giorno, quando sarà vecchio per recitare, mi darò ad altri ruoli.

AF: Nel 2000 lei, Deanie, ha recitato in un film di Clarence Fok, Queen of Kowloon, una parte che per certi versi è simile a quella che ha interpretato in A Simple Life. Come ha affrontato questi due personaggi?

DY: Beh, in Queen of Kowloon recitavo la parte di una seconda moglie di un uomo anziano, che l’aveva portata a Kowloon dalla Cina continentale e l’aveva sposata. E quando l’uomo muore, nessuno la può più aiutare a tirare avanti. Per fortuna però è una donna che sapeva ancora badare a se stessa e si rimbocca le maniche per permettere a sua figlia di andare in Europa a studiare. A parte qualche piccola somiglianza, credo che i personaggi e le loro storia non siano poi molto simili.

AF: Wong Kar Wai ha la fama di esaurire gli attori che lavorano con lui. Qual è stata la sua esperienza con lui, Andy? Pensa che lavorerete ancora insieme?

AL: (ironico) Sto lavorando duramente per fare in modo che Wong Kar Wai mi scelga per un suo film. In realtà ho parlato con Wong Kar Wai proprio una settimana fa in Cina e scherzando gli chiedevo quando sarebbe stato pronto a fare un film con me. Beh, è stato un po’ evasivo. La sua risposta testuale (gigioneggia sulla sedia) è stata: “Oh, beh…mmm…ok, vedremo…”. In realtà non credo di essere io l’attore che che fa al caso suo. Forse oggi sarebbe più difficile per lui lavorare con me che per me lavorare con lui, e non vorrei essere io a esaurirlo troppo.

AF: Il film è stato un grande successo qui a Venezia. A noi è piaciuto molto e nessuno ne ha parlato o scritto male. Vi aspettavate un successo così sia sul piano del pubblico che su quello della critica?

AL: Oh…grazie. Non ce l’aspettavamo così, davvero. È stata una piacevole sorpresa. Anche se personalmente credo che questo sia un bellissimo film, decisamente il migliore visto qui a Venezia (scherza come suo solito, Andy), il successo del film ha sorpreso tutti noi. E se Deanie dovesse vincere un premio saremmo tutti anche più contenti.

AF: Andy, l’anno scorso lei era qui con un gran bel fantasy come Detective Dee e il Mistero della Fiamma Fantasma e ricordo che intervistato da noi disse che i suoi ruoli preferiti sono quelli comici e che anzi un giorno avrebbe voluto essere regista di commedie. Invece, eccola qui di nuovo a Venezia, ma con una storia drammatica. Quando la aspettiamo con un bella commedia?

AL: L’anno prossimo! No… sto scherzando. La commedia è differente. L’umorismo è un fattore ancora molto legato alla cultura di origine e non sarei sorpreso se una commedia Hongkongese non facesse molto ridere in Europa. Però ho notato che alcune delle parti più leggere di A Simple Life hanno fatto sorridere anche il pubblico qui, e ne sono stato contento. Ora ho più fiducia di poter fare una commedia che piaccia anche in Europa. Chissà che nei prossimi anni non venga qui al Lido con una commedia, per davvero (e qui non si capisce bene se ci prenda in giro o dica sul serio). Così, il nostro è un arrivederci.

 

Approfittiamo di un un giro di autografi sul pregiato pressbook del film per commentare lo stile e la qualità dello stesso proprio con Andy Lau, il quale in risposta non può che chiudere con l’ennesima battuta sagace: “E’ vero, sono molto belli i materiali per la stampa del film. A Hong Kong cose così belle non le fanno. Aspettano quando veniamo in trasferta a Venezia!”

 

Deannie Yip Tak-Han

Andy Lau Tak-Wah

Tutte le foto sono di Senesi Michele  – ©PALONERO

 

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