P.O.V. – A Cursed Film

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povLe giovani attrici Mirai ed Haruna sono le protagoniste di una puntata di un talk show dedicata ai video di fantasmi. Con loro grande sorpresa, però, il filmato da proiettare durante la trasmissione non si rivela essere quello previsto, bensì una sequenza di apparizioni spiritiche all’interno dell’ex scuola di Haruna. L’avvenimento spinge la troupe televisiva a chiedere l’aiuto di una medium ed a proseguire le indagini proprio all’interno della scuola, andando così a scavare nel passato della ragazza… e non solo.

P.O.V. – A Cursed Film è la nuova opera horror di Norio Tsuruta, regista giapponese di genere ben noto agli appassionati per titoli quali Ring 0: Birthday e Premonition, nonché per il meno famoso Kakashi ed il più recente Orochi. L’acronimo P.O.V. nel titolo sta per “point of view”, un’espressione americana intesa a denotare riprese in prima persona, e sottintende immediatamente l’appartenenza del film a quel prolifico sotto-filone dell’horror cui appartengono titoli quali The Blair Witch Project, REC o Paranormal Activity. Ancora una volta quindi la storia si svolge a partire da un’esperienza spacciata per reale, documentata su pellicola dai protagonisti della storia, secondo una formula che si è spesso dimostrata efficace, ma che ha iniziato da qualche tempo ad essere un po’ troppo logora ed abusata. A proposito di realismo, una piccola curiosità sul film, che costituisce un simpatico tocco di classe: i due personaggi principali della pellicola hanno lo stesso nome delle giovani attrici che li interpretano.
Venendo al film vero e proprio, l’opera di Tsuruta si può dividere idealmente in tre parti. La prima è ambientata all’interno dello studio televisivo ed introduce i personaggi principali con semplicità ed una certa brillantezza, oltre a regalare un paio di sequenze video particolarmente inquietanti. La seconda parte del film si sposta all’interno della scuola infestata ed è sicuramente la meno riuscita, andando ad appoggiarsi troppo spesso a trovate derivative, risultando a tratti noiosa o addirittura confusionaria a causa dell’illuminazione ridotta dell’ambientazione. Fortunatamente l’ultima parte del film rivela un colpo di scena forse non travolgente, ma sicuramente ben pensato, in grado di dare un tocco di originalità alla vicenda ed a risollevare le sorti del film.
Complessivamente, quindi, P.O.V. è un onesto film di genere senza troppe pretese, che vanifica l’efficacia di alcune trovate interessanti con una parte centrale troppo piatta, ma che si lascia guardare e che potrà essere apprezzato da tutti gli appassionati di J-horror.

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