The Sunflowers

Voto dell'autore: 3/5
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The SunflowersFilm tutto sommato poco riuscito questo Kuihua duduo (I Girasoli), girato nel 2004 in un minuscola cittadina ai piedi del monte Yinshan, nella parte occidentale della Cina. Dove si trova, appunto, il più grande campo di girasoli del paese, teatro di gran parte delle scene della pellicola. La trama, lineare, scarna, resa per immagini mediante l’uso di frequenti flashback, con pochissimi dialoghi e molta musica, racconta di un uomo appena uscito di prigione che si stabilisce in questa piccola cittadina, apre un negozio e comincia a lavorare tostando semi di girasole (difficile fare altro in un posto del genere). L’uomo, dal carattere introspettivo e solitario (pronuncia sì e no due parole in tutto, quasi fosse in un film di Kim Ki-duk) è tormentato dai fantasmi del passato, dal ricordo della violenza compiuta su una ragazza diversi anni prima. La incontrerà di nuovo, diversa, e incontrerà altre persone che abitano il villaggio, tra cui la figlia cicciotta del commissario di polizia del paese, un ritardato che si prenda cura dei girasoli (che strano) e un cantante girovago, Yang Yi, che si piazza di fronte al negozio di semi di girasole tostati e narra la storia dell’uomo con le sue canzoni folk.

Il film ha una bella fotografia dai toni caldi, ottima per l’ambientazione rurale in cui la storia si svolge e ottima anche in rapporto alle canzoni e alla musica di Yang Yi, cantautore folk cinese (girovago) alla Bob Dylan che nel film interpreta sé stesso. Anche gli intepreti, bravi e volenterosi, fanno la loro parte. Ma la poesia che evidentemente Wang Baomin e il suo gruppo di collaboratori hanno progettato sulla carta in fase di sceneggiatura è, secondo chi scrive, troppo calcolata (non s’intende in cattiva fede, sia chiaro), pianificata, per risultare davvero toccante. Kuihua duduo è un film da lodare per la sua vena coraggiosa e indipendente, per il suo tenersi fuori con gusto e semplicità non comuni da facili catalogazioni cinematografiche di genere o paese, e per la bella ambientazione folk rurale, quasi da provincia americana. Per il resto, ci scusi l’autore del film, davvero troppi girasoli.

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