The Chasing World

Voto dell'autore: 3/5
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Tratto da un romanzo di Yamada Yosuke che ha venduto più di un milione di copie, giunge questo The Chasing World; parte Avalon, parte altre cose, è l’ennesima opera che si va ad inserire in un ridente filone fantapolitico inaugurato in parte dal Battle Royale e proseguito con titoli del calibro di Freesia e –perché no- Death Note.
Di nuovo un regime autoritario, di nuovo un metodo molto personale di tessere la giustizia e di compiere le condanne a morte.
Un giorno qualunque un uomo è carbonizzato da un fulmine, una ragazza si getta sotto un treno, una donna è schiacciata da un’impalcatura che le crolla addosso, fatti casuali e apparentemente slegati tra loro. Invece in una dimensione parallela in cui il protagonista scivola per caso, un regime dittatoriale ha iniziato un gioco lungo una settimana in cui dei “mostri” (in realtà galeotti in sofisticata tuta dal fascino “tokusatsu”) devono “estirpare” dal Giappone tutti coloro che posseggono lo stesso nome del dittatore del luogo. Chi muore da “questa parte” vede morire anche il suo corrispettivo nella “nostra dimensione”. Dietro tutto ciò si cela un articolato e complesso piano farcito di paradossi temporali, azione, interminabili corse tra inseguiti e inseguitori, potere dei mass media.
Nulla di che, sia chiaro, ci troviamo all’interno di un prodotto medio e a budget limitato che cerca di fare tesoro di quello che ha, e che non eccede in nessuna delle proprie componenti; tutto è tenuto a freno e il film si lascia guardare con un medio piacere e intrattenimento forse parzialmente smorzato dal disequilibrio narrativo (la scena di caccia dura solo metà film, poi si cambia totalmente registro).
D’altronde il regista è tristemente noto come sceneggiatore di prodotti del calibro dei due Shibuya Kaidan e produttore di Arch Angels, quindi nulla di che entusiasmarsi aprioristicamente.
Alla fine della visione la cosa più intrigante per cui il film sarà ricordato è il character design dei bracci armati del dittatore, spietati assassini corridori in tuta nera, dotati di avveniristici gadget e di cavi atti al taglio netto di ogni parte del corpo della vittima di turno.

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