Tokyo Mafia: Yakuza Wars

Voto dell'autore: 3/5

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Ginya Yabuki (Riki Takeuchi) viene bandito da una fazione yakuza e decide così di fondare una propria associazione, la 'Tokyo Mafia", dedita a strani traffici e losche azioni, priva di uffici e quartier generale; non puri uomini yakuza, nè persone normali qualunque. Una strana via di mezzo che come accade di solito in questi casi creerà diversi conflitti tra le varie fazioni rivali.
La città è divisa in tre zone e tre poteri; da sud del Koma Theatre alla Yasukumi Street il potere è in mano alla fazione più grande, la Teitokai. Nella zona ad est del Ward Municipal Offices domina il Blue Dragons, la mafia di Taiwan. Dal Ward Municipal Offices ad ovest c'è una terza area pericolosa e senza leggi, ambita da molti, come i Dragon Heads di Hong Kong e, appunto, la società segreta di Ginya, la Tokyo Mafia.
Già i soli primi 10 minuti lasciano trasparire lo spirito della serie. Piccoli scontri e scaramucce alla Young & Dangerous terminano con mani e braccia amputate di netto a colpi di machete e teste staccate dal corpo senza pietà immezzo a zampilli di sangue. Riki Takeuchi, dopo aver sparato alle gambe di Ren Otsugi, per far fede al suo senso dell'onore si strappa il mignolo a morsi e lo sputa sul tavolo dell'ufficio del rivale. Dopodichè il clima si placa e il film si inerpica nelle caotiche strade del film classico contemplativo di yakuza, fatto di sezioni corali, un numero elevato di personaggi e fazioni, un intreccio complesso e confuso e sequenze profondamente verbose.
Un sottile equilibrio sottende il film, il classico equilibrio che prima o poi DEVE venire spezzato. Ginya mantiene un placido accordo con le altre fazioni, soprattutto con un membro della sua ex banda,
Ma all'improvviso uno sgarro, una fazione troppo invadente, un boss assassinato, un membro particolarmente letale e apparentemente indistruttibile e il film finisce proprio ad un passo dal probabile baratro. Lasciando nello spettatore un forte desiderio di vedere la seconda parte, Wrath of the Yakuza.